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05 Aprile 2007                            InformÆtica      -      Newsletter nr # 5

2^ Questionario UCID, sulla Coscienza Imprenditoriale

Ancora per pochi giorni, al seguente link è disponibile on line, il questionario di cui all'oggetto (clicca qui).
Tutti i soci UCID, sono pregati di compilarlo. Il questionario è naturalmente anonimo, ma è richiesta la provincia del compilatore, attraverso la quale la presidenza Nazionale potrà constatare il grande apporto (speriamo) che il nostro gruppo Regionale ha dato al Progetto.
Possono compilarlo anche altri imprenditori, dirigenti e professionisti non soci, ma simpatizzanti della nostra Associazione.

Sicuro della Vostra collaborazione, saluto cordialmente.

Ruggiero Cristallo

Referente UCID Gruppo Puglia

Il Segretario Generale dell'UNIAPAC Europa, in visita all'UCID.

Attività della Presidenza Nazionale

Si comunica che la Presidenza Nazionale ha ricevuto la visita, il 21 marzo scorso, del Dott. Laurent Mortreuil, nominato nuovo Segretario Generale dell'UNIAPAC Europe nel Board del 28 febbraio 2007 a Parigi. La Presidenza ha illustrato al nuovo Segretario le finalità dell'UCID, la sua organizzazione attraverso i Gruppi Regionali e le Sezioni, i Gruppi di Lavoro a livello nazionale, le attività editoriali, il modello comunicazionale interno ed esterno attraverso il nuovo sito internet. Il Dott. Mortreuil ha illustrato le linee future dell'UNIAPAC Europe tendenti soprattutto a rafforzare la collaborazione con le Associazioni nazionali, con progetti comuni, e di mettere in rete gli strumenti editoriali e di comunicazione. In tema di collaborazione, si è parlato dell'importante iniziativa che sta organizzando l'UCID di Milano sull'integrazione europea, assieme all'UNIAPAC  Europe e all'UCID nazionale.
 
Si comunica inoltre che l'Ucid, sentito il Comitato di Presidenza, parteciperà alla manifestazione del 12 maggio prossimo a Roma per la difesa dei valori della famiglia, assieme a tutte le altre associazioni ecclesiali.
 
Con i più cordiali saluti.
 
La Presidenza Nazionale  

Cerimonia di costituzione della Sezione UCID di Conversano-Monopoli

Venerdi sera 9 marzo 2007 , una nuova Sezione UCID, si è costituita in Puglia, quella di Conversano-Monopoli.

Al neo Presidente, ing. Giuseppe Lovecchio, i migliori auguri di buon lavoro.

 

  • Leggi comunicato interno della Sezione >>>

  • Articolo Gazzetta del Mezzogiorno del 09/03/2007 >>>

  • Congratulazioni del Presidente Nazionale (Prof. Angelo Ferro) >>>

  • Servizio Telegiornale >>>

Svoltosi ad Andrano (Diocesi di Otranto) il Seminario sull' Etica d'Impresa

Si è svolto il Seminario sulla Responsabilità Sociale delle Imprese ad Andrano, città della Diocesi di Otranto, in data 30 marzo 2007.

Era l'occasione per sviluppare la base associativa di quella zona, per creare subito dopo la Sezione UCID di Otranto.

Attualmente ci sono già 5 soci in quella zona ed il seminario è stato pensato proprio con queste finalità. A breve provvederemo ad invitare tutti i soci UCID Pugliesi pregandoli per la loro partecipazione.

 

Per guardare la brochure dell'incontro: 1 parte >>>  2 parte >>>


Per le adesioni alla futura Sezione di Otranto, contattare:

 

Alfredo Retucci (del Consiglio Pastorale Diocesano Parrocchia "S. Andrea Apostolo"- Andrano )

cell. 3404082319

alfredoretucci@gmail.com

Parroco Don Antonio Accogli

Tel-Fax 0836-928602

 

Contatto UCID Gruppo Puglia

Via Pascoli,76

70051 Barletta

tel 0883/346640

www.ucidpuglia.org

presidenza@ucidpuglia.org

Auguri per la vicina Pasqua

Dalla Presidenza Nazionale

AI PRESIDENTI E SEGRETARI DEI GRUPPI E SEZIONI
 
Vogliate augurare a tutti i soci e alle loro famiglie i più cordiali auguri di Buona Pasqua, nel segno di Cristo Risorto speranza del mondo.
 
La Presidenza Nazionale 
Microfinanza e Giovani Imprenditori nel Mezzogiorno - Matera 14/04/07
Dalle altre Sezioni
Questo è il tema del Rapporto sul secondo progetto dell'UCID riguardante il microcredito e la microfinanza, che verrà presentato a Matera sabato 14/04/2007 ore 10:00, a Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Giovanni Pascoli.

Obiettivo di tale Progetto è quello di arginare la "fuga di cervelli" dalle aree più emarginate del nostro sud.
All' incontro saranno presenti:
Il nostro Presidente Nazionale, Prof. Angelo Ferro
Il Segretario Generale Nazionale, Dott. Giovanni Scanagatta
I vertici del Gruppo UCID Basilicata
Personaggi di riferimento del mondo della finanza e delle imprese.

Le conclusioni saranno affidate a:

Dott. Vito De FIlippo, Presidente Regione Basilicata
S.E. Mons. Agostino Superbo, Presidente Conferenza Episcopale Basilicata

Certo della presenza di gran parte degli Ucidini Pugliesi, saluto cordialmente.

Ruggiero Cristallo
Referente UCID Gruppo Pugliese

Stampa l'invito
>>>
Seminario sull' Etica d'Impresa a San Severo  venerdi  27/04/2007

Invitiamo i Soci UCID Pugliesi al Seminario sulla Responsabilità Sociale delle Imprese che si svolgerà a San Severo, in data venerdi 27 aprile 2007, ore 19:00.
Coglieremo l'occasione per sviluppare la base associativa di quella zona, per creare subito dopo la Sezione UCID di San Severo.
Attualmente ci sono già delle presenze su cui poter contare in quella diocesi ed il seminario è stato pensato proprio per poter valutare la consistenza dei soci e simpatizzanti. Contiamo sulla partecipazione di tutti i soci UCID Pugliesi per quel giorno di incontro.

A breve contiamo di pubblicare sul nostro Blog la locandina dell'evento.

Preghiera a Cristo crocifisso
HO BISOGNO DI VEDERTI

Ho bisogno di vederti!
Dinanzi al legno
che d'incanto m introduce a Te,
Cristo Crocifisso,
è come se mi trovassi
dinanzi ad uno specchio,
quello del mio essere.

Nella Tua immagine
affiorano i miei limiti!

Nella Tua debolezza
scorgo le mie!

Nel Tuo sooffire
ho presente la mia fragilità!

Nelle Tue braccia aperte
vedo la Tua disponibilità
ad accogliere le mie contraddizioni!

Nel Tuo morire
mi appare il mio destino!

In Te, Cristo Crocifisso,
mi sento di aprire tutto il mio cuore.
Grazie, coraggiosi vescovi d’Italia!

Cari amici,
la Cei ha parlato con autorevolezza e straordinario coraggio: è l'unica voce autorevole che si è preoccupata dei nostri figli, ringraziamo e chiediamo loro di continuare a farsi portavoce delle nostre famiglie: nessuna parità tra unioni e famiglia, ma maggiori privilegi alla famiglia tradizionale italiana.

Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto

L’ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famiglia ci chiama in causa come custodi di una verità e di una sapienza che traggono la loro origine dal Vangelo e che continuano a produrre frutti preziosi di amore, di fedeltà e di servizio agli altri, come testimoniano ogni giorno tante famiglie. Ci sentiamo responsabili di illuminare la coscienza dei credenti, perché trovino il modo migliore di incarnare la visione cristiana dell’uomo e della società nell’impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune.

 

La Chiesa da sempre ha a cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuova e la difenda. Per questo, la presentazione di alcuni disegni di legge che intendono legalizzare le unioni di fatto ancora una volta è stata oggetto di riflessione nel corso dei nostri lavori, raccogliendo la voce di numerosi Vescovi che si sono già pubblicamente espressi in proposito. È compito infatti del Consiglio Episcopale Permanente "approvare dichiarazioni o documenti concernenti problemi di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia, che meritano un’autorevole considerazione e valutazione anche per favorire l’azione convergente dei Vescovi" (Statuto C.E.I., art. 23, b).

 

Non abbiamo interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi. Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell’affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l’impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli.

 

Anche per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana (cfr artt. 29 e 31). Anzitutto per il bene della procreazione dei figli: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni. È quindi interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile.

 

A partire da queste considerazioni, riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume.

 

Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile.

 

Queste riflessioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona; a tutti confermiamo il nostro rispetto e la nostra sollecitudine pastorale. Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.

 

Siamo consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. A questa attenzione non siamo per principio contrari. Siamo però convinti che questo obiettivo sia perseguibile nell’ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare.

 

Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici che operano in ambito politico. Lo facciamo con l’insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis: "i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana", tra i quali rientra "la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna" (n. 83). "I Vescovi – continua il Santo Padre – sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato" (ivi). Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto.

 

In particolare ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, nel caso di "un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge" (Considerazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003, n. 10).

 

Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non "può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società" (Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 5).

 

Comprendiamo la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica.

 

Affidiamo queste riflessioni alla coscienza di tutti e in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, affinché si interroghino sulle scelte coerenti da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. Questa Nota rientra nella sollecitudine pastorale che l’intera comunità cristiana è chiamata quotidianamente ad esprimere verso le persone e le famiglie e che nasce dall’amore di Cristo per tutti i nostri fratelli in umanità.

 

Roma, 28 marzo 2007

 

I Vescovi del Consiglio Permanente della C.E.I.

 

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