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Quali sono le finalità e le tre sfide indicate dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa del Pontificio
Consiglio Giustizia e Pace a cui si trova di fronte l'umanità all'inizio del terzo millennio ?
Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha pubblicato il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, secondo l’incarico ricevuto dal Santo Padre Giovanni Paolo II.
Come si legge al punto 10 dell’Introduzione, “il documento si propone come uno strumento per il discernimento morale e pastorale dei complessi eventi che caratterizzano i nostri tempi; come una guida per ispirare, a livello individuale e collettivo, comportamenti e scelte tali da permettere di guardare al futuro con fiducia e speranza”.
Il Compendio si articola in tre parti, cui si aggiungono i ricchi ed utilissimi indici. Su circa trecento pagine di testo, ben duecento sono dedicate agli indici, di cui uno molto importante per materia. Per ogni tema di carattere economico e sociale, che va dall’impresa, al mercato, al profitto, alla globalizzazione, alla sussidiarietà e alla solidarietà, solo per fare alcuni esempi, ci sono tutti i collegamenti al testo con riferimento alle fonti della dottrina sociale della Chiesa, che comprendono i libri fondamentali dell’Antico Testamento (Pentateuco), il Nuovo Testamento con i Quattro Vangeli, le Lettere Encicliche dei Papi a partire dalla Rerum Novarum di Leone XIII del 1981 e gli altri documenti della Chiesa a carattere sociale.
Il Compendio indica tre grandi sfide che ha di fronte a sé l’umanità nel nuovo millennio.

a) La prima delle sfide è quella della verità stessa dell’essere-uomo. Il confine e la relazione tra natura, tecnica e morale sono questioni che interpellano decisamente la responsabilità personale e collettiva in ordine ai comportamenti da tenere rispetto a ciò che l’uomo è, a ciò che può fare a ciò che deve essere.
b) La seconda sfida è posta dalla comprensione e dalla gestione del pluralismo e delle varietà esistenti a tutti i livelli: di pensiero, di opzione morale, di cultura, di adesione religiosa, di filosofia dello sviluppo umano e sociale.
c) La terza sfida è la globalizzazione, che ha un significato più largo e più profondo di quello semplicemente economico, poiché nella storia si è aperta una nuova epoca, che riguarda il destino dell’umanità.

Su tali sfide, il Compendio indica la strada che il cristiano può seguire per dare delle risposte alla sua azione sulla terra, con lo sguardo rivolto verso la meta ultima ai cui è chiamato. E’ la centralità dell’uomo che viene sottolineata con forza, con i suoi valori di libertà, di dignità e di solidarietà per il bene comune. I principi fondamentali della destinazione universale dei beni, della sussidiarietà e della solidarietà trovano un fondamento trascendente e ciò rappresenta la differenza rispetto all’etica liberale, verso la quale è indispensabile il dialogo per la comune responsabilità della gestione dei beni terreni per lo sviluppo dei popoli.
Il Compendio mette in chiara evidenza che la solidarietà senza la sussidiarietà rischia di sfociare in assistenzialismo, mortificando l’iniziativa personale e imprenditoriale fondata sui principi di libertà e di responsabilità che stanno alla base di un autentico sviluppo economico e sociale che ha al suo centro l’uomo. D’altra parte, la sussidiarietà senza solidarietà, corre il rischio opposto di fare prevalere gli egoismi a livello locale, perdendo di vista il valore fondamentale del bene comune.
L'organizzazione federale dell'UCID prevede un unico Statuto o più Statuti?
L’organizzazione dell’Ucid prevede Statuti a tre livelli, con delle parti generali comuni. Il primo riguarda lo Statuto dell’Ucid nazionale; il secondo gli Statuti dei Gruppi Regionali; il terzo gli Statuti delle Sezioni.
Da chi sono approvati gli Statuti ?
Lo statuto dell’Ucid nazionale è stato approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI); gli Statuti dei Gruppi regionali sono approvati dalle Conferenze Episcopali Regionali; gli Statuti delle Sezioni sono approvati dai Vescovi.
Quali sono i Gruppi di lavoro attivati dalla Presidenza nazionale e i responsabili ?
I Gruppi di lavoro sono quattro: 1) il programma giovani, con responsabile il Vice Presidente Alberto Carpinetti; 2) il lavoro come dono, con responsabile Alessandro Crespi; 3) la responsabilità sociale dell’impresa, con responsabile Piergiorgio Marino; 4) il microcredito, con responsabile Filippo Ciuffi.
C'è un Gruppo di giovani nell'UCID ?
Si, l'UCID guarda con attenzione alla presenza dei giovani proprio per radicare tra le generazioni diverse gli stessi principi di riferimento. Alberto Carpinetti e' stato nominato Vice-Presidente UCID delegato al Settore Giovani.
 
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